Il Terrorismo islamico è sempre piu’ presente nella provincia italiana

Lo scorso 7 settembre 2019 dalle prime ore dell’alba i carabinieri del R.O.S e il GICO della Guardia di Finanza che operano tra l’Abruzzo e le Marche, hanno condotto una serie di arresti e perquisizioni nell’ambito di una delicatissima operazione antiterrorismo denominata “ZIR”, ordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila. Oltre ai ROS e al GICO nell’operazione, sono stati impegnati i Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Teramo, Ascoli Piceno, Torino e Lodi coordinati dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza. Le persone coinvolte nella distrazione di importanti somme di denaro da alcune società per finanziare il terrorismo islamico, in particolare in Turchia e Siria sono 55. In carcere sono finiti due tunisini: l’imprenditore attivo nel campo delle ristrutturazioni edili e delle vendita di tappeti, Jameleddine B. Brahim Kharroubi, di 57 anni, residente a Torino che è il principale indagato e presunta mente della cellula terroristica, e Atef Argoubi, 40enne residente a Castorano (Ascoli Piceno). Per i 41enne Sabeur Ben Kalifa Jebril e il 40enne Sofiene Ben Khalifa Jebril, entrambi nati in Tunisia ma residenti a Torino, i connazionali 36enni Sahbi Kharroubi e Akram Ben Mohamed Kharroubi, e la 29enne Wissal Doss, tutti residenti ad Alba Adriatica (Teramo) sono stati disposti gli arresti domicliari. 

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Sono donne e sono agli arresti domiciliari le persone di nazionalità italiana: la 52enne Nicoletta Piombino, nata a Corato (Bari) ma residente a Torino, moglie del principale indagato Jameleddine B. Brahim Kharroubi, e la 43enne Cristina Roina, quest’ultima commercialista di una delle società controllate da Brahim Kharroubi che vedono la presenza di prestanome, finiti nei guai tra cui Akram Ben Mohamed Kharroubi e Sofiene Ben Khalifa Jebril e la stessa moglie. Spicca tra i fermati l’imam della moschea “Dar Assalam” di Martinsicuro ( Teramo).Le indagini erano iniziate lo scorso 24 marzo 2019 quando vennero fermati ad Alba Adriatica, cinque cittadini nord africani accusati di utilizzare un’attività commerciale di facciata per finanziare il gruppo terroristico siriano fedele ad Al Qaeda “Hay’at Tahrir al-Sham–Organizzazione per la liberazione del Levante”(già Fronte Al Nusra). All’epoca vennero disposte perquisizioni in venti località italiane sparse tra lAbruzzo, il Piemonte, la Lombardia e le Marche luoghi dove venne sequestrata “ una copiosa “documentazione contabile e materiale ideologico riconducibile ad attività connesse con il finanziamento al terrorismo, oltre a corroborare ulteriormente le ipotesi investigative, ha fatto emergere la sussistenza dei presupposti per l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal GIP di L’Aquila, Dott. Giuseppe Romano Gargarella.

“I migliori sono Al Nusra e Fateh Al Islam che sono appoggiati da Stati come Qatar e Arabia Saudita. Ci sono altri gruppi che non si sanno comportare, Al Nusra invece è l’esercito dell’Islam, è un’organizzazione buona”. (da intercettazione ambientale)

Le riunioni degli arrestati del marzo scorso, si tenevano proprio nella moschea “Dar Assalam” di Martinsicuro che si trova proprio a cavallo tra le Marche e l’Abruzzo. Da quel momento sono scattati una serie di accertamenti patrimoniali e fiscali in modo da ricostruire il vorticoso giro di denaro. Tutti gli arrestati sono “indagati per reati tributari e di autoriciclaggio, con finalità di terrorismo”. I membri del sodalizio criminale attraverso una serie di società attive nel settore dell’edilizia e nel commercio di tappeti tutte intestate a “uomini di paglia”, ma operativamente gestite dal capo dell’organizzazione, sono riusciti a distrarre dai conti societari almeno 2 milioni di euro prodotti atttraverso fatture false (da qui anche il reato di autoriciclaggio). Non solo denaro liquido ma anche appartamenti acquistati in località turistiche abruzzesi.

“Che botta però a Parigi, eh… mi tengo la mia opinione per me e me la tengo nel cuore”. “Non è la questione credere o non credere se ti è piaciuta o non ti è piaciuta. Con loro che uccidono i nostri figli noi uccidiamo i loro figli, con loro che uccidono le nostre donne noi uccidiamo le loro donne”. (da intercettazione ambientale) 

Allo stato sono ancora in corso ulteriori accertamenti per verificare se ci siano altre proprietà intestate a i membri del gruppo. Il denaro prodotto in Italia arrivava in Siria dopo molti e tortuosi passaggi; veniva infatti girato su conti bancari in Inghilterra, Germania e Belgio prima essere depositato presso istituti di credito turchi che come è noto in troppi casi sono “distratti” qundo si tratta di finanziamento al terrorismo. 

Le indagini hanno anche provato numerosi trasferimenti di denaro fatti a degli imam che vivono in Italia e uno in particolare, è già stato condannato in via definitiva per “associazione con finalità di terrorismo internazionale”. L’ennesima operazione condotta dalle forze dell’ordine italiane mostra ancora una volta la grande capacità di cogliere i segnali che arrivano dal territorio ma non solo,negli anni si è formata tra le forze di polizia e nella magistatura, una metodologia e una spiccata attitudine nel saper cercare e di seguito interpretare, tutti i dati e i documenti che vengono sequestrati. C’è un fatto pero’ che deve preoccupare e molto; quella del 7 settembre scorso è l’ennesima operazione antiterrorismo condotta nella cosidetta “provincia italiana”che sta ormai diventando dopo le periferie delle grandi città, il terreno privilegiato del fondamentalismo islamico presente della penisola italiana. 

Nonostante l’italia sia spesso alle prese con crisi politico-istituzionali, non si fermano mai le attività dell’intelligence a protezione dello Stato. Poco prima di essere sostituito il Ministro degli Interni Matteo Salvini, ha firmato il decreto di espulsione per il 43enne cittadino kosovaro Muhamed Mekaca, residente nei dintorni di Siena.  La città toscana e la sua provincia, sono da tempo diventati luogo privilegiato per gli estremisti islamici balcanici. Infatti molti di loro gravitano attorno al centro islamico di Monteroni d’Arbia (SI) denominato «Restelica», fondato dall’estremista Sead Bajraktar oggi imam di Restelica minuscolo villaggio che si trova fra le impervie montagne dell’Albania e della Macedonia. A Monteroni d’Arbia già nel 2012 fecero tappa imam estremisti come Husein Bilal Bosnic e Seih Idriz Bilibani. Poi nel tempo a visitare il centro, arrivarono “predicatori del male” come Mazllam Mazllami e Shefqet Krasniqui, che sono stati piu’ volte arrestati nei loro paesi per aver fatto deragliare con i loro sermoni incendiari, le esistenze di giovani mandati a combattere nel “Siraq”. La 55esima espulsione del 2019 fa salire a 418 le espulsioni eseguite dal 2015. Nel 2018 gli espulsi per fondamentalismo islamico erano stati 126, 105 nel 2017, 66 nel 2016  e ancora 66 nel 2015.